La banda ultralarga in Italia | Aritmos

La banda ultralarga è il futuro del paese, il nuovo catasto delle infrastrutture è la chiave di volta per l’accelerazione di questo processo.

Si chiama SINFI, un difficile acronimo che sta a indicare il Sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture. Nato lo scorso 17 giugno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Ministeriale dell’11 maggio, il catasto nazionale delle infrastrutture sarà gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con l’Ente in house Infratel s.p.a.. Con questo passo l’Italia agisce in continuità col Piano nazionale sulla banda ultralarga, approvato dal Consiglio dei Ministri nel marzo 2015, e in coerenza con la direttiva europea sulla riduzione dei costi della posa della banda larga.

Banda Larga e Catasto delle infrastrutture

La banda ultralarga riceverà un impulso decisivo dalle novità introdotte dal catasto delle infrastrutture. Il SINFI, infatti, consiste in una mappatura di tutte le infrastrutture sotto e sopra suolo presenti in Italia, con tutti i dati di riferimento e le informazioni tecniche attinenti. L’adozione di questo database procurerà un risparmio per la posa in opera della fibra e una contrazione di quasi un terzo dei tempi per la realizzazione delle ultra wideband.
I vantaggi non finiscono qui. Il SINFI, infatti, si configura come una vera e propria cabina di regia degli interventi infrastrutturali nel campo della trasmissione dati veloci, che comporterà:

  • sviluppo del mercato delle infrastrutture;
  • assenza di duplicazione di infrastrutture con annessa riduzione dell’impatto ambientale ed economico;
  • miglioramento del processo di manutenzione delle infrastrutture a banda ultralarga;
  • gestione efficiente dei permessi.

Il decreto indica tempi precisi per la realizzazione del catasto delle infrastrutture: 180 giorni per la PA e 90 per gli operatori per comunicare tutte le informazioni in proprio possesso al SINFI. L’Italia, dunque, preme il piede sull’acceleratore del progresso tecnologico, che le consentirà di ridurre il gap esistente col resto dell’Unione Europea e sostenere l’economia del paese, di cui l’ultra wideband è pilastro imprescindibile. Da sottolineare che non ci siamo svegliati solo ora. Dal 2013, infatti, sempre ad opera di Infratel, muoveva i primi passi la piattaforma VIRGO, prototipo sperimentale di SINFI.